Silvia Zoffoli

Nata a Roma, dopo un percorso come attrice e aiuto regista, nel 2009 comincia a mettere in scena suoi testi teatrali originali, firmandone anche la regia. Debutta così con “Hannah e Mary, un’amicizia ordinaria fra due donne straordinarie”, in cui recita anche come co–protagonista. Lo spettacolo, ispirato all’amicizia fra Hannah Arendt e Mary Mccarthy, ottiene il patrocinio dell’Adei—Wizo, Associazione Donne Ebree d’Italia, e viene scelto, nel 2010, dal Teatro Quirino Vittorio Gassman per la rassegna Autogestito dedicata ad artisti emergenti. Nel 2011 con il suo testo teatrale “Amalia e basta”, che racconta il valore della persona “al di là degli aggettivi”, vince il 2°premio di drammaturgia “Teatro e disabilità” e ottiene, nel 2012, il 1°premio nella sezione Testo Teatrale del concorso “InediTO Colline di Torino” e il 1°premio Monologhi “Sipario Autori Italiani” indetto dalla rivista Sipario. Parallelamente al percorso teatrale, si laurea al Dams di Roma 3, specializzandosi nel rapporto fra documentazione e finzione nel cinema italiano; inoltre realizza un documentario sulle differenze, nella metodologia di direzione degli attori, tra i registi Marco Bellocchio, Giuseppe Bertolucci ed Ermanno Olmi. Nel 2013 viene scelta dal regista e drammaturgo Wajdi Mouawad per partecipare al workshop da lui tenuto alla Biennale College Teatro di Venezia. Negli anni, con lo spettacolo “Amalia e basta”, in cui interpreta una ragazza sorda, va in scena in diverse rassegne e stagioni teatrali italiane e, nel 2014, vince il bando nazionale “OFFerta Creativa” dedicato ad artisti emergenti del teatro italiano. Nel 2015 firma la regia di “Madri come Dio vuole” (a partire da un’inchiesta sulla maternità nelle diverse religioni), in scena al Teatro dell’Arte della Triennale di Milano in occasione de “Il Tempo delle Donne”, manifestazione organizzata dal Corriere della Sera. Nel 2016 è fra i registi che Romeo Castellucci sceglie per il workshop di regia da lui condotto alla Biennale College Teatro di Venezia e, nello stesso anno, è fra gli otto finalisti del Fantasio – Festival Internazionale di Regia. Il suo testo teatrale ”Mors tua vita mea” (menzione d’onore nella sezione teatro della XIV edizione del Premio Letterario Internazionale “Lago Gerundo” —2016, 3° Premio Letterario Nazionale “Umberto Bozzini” sezione Teatro—2017) viene scelto dal Teatro Stabile di Genova per la XXII edizione della Rassegna di drammaturgia contemporanea. “Mors tua vita mea” è il primo testo di una Trilogia sulla contemporaneità in corso di scrittura. E’ co-fondatrice del collettivo internazionale di registi “Kolektiv38” che, nel 2017, debutta con lo spettacolo “Diavoleide” di M.A. Bulkakov al Teatro Nazionale Sperimentale di Tirana, in un progetto cofinanziato dal Ministero della Cultura Albanese. Nel 2019, il primo studio dello spettacolo “Potrei essere te”, di cui firma drammaturgia e regia e in cui affronta il tema delle persone senza fissa dimora e della migrazione sud-nord in Italia, è fra i finalisti della VI edizione del Festival Nazionale “Teatri del Sacro”.