Rino Marino

Laureato in medicina e chirurgia, specializzato in psichiatria con una tesi su Drammaterapia: aspetti teorici e metodologici e riflessioni su un’esperienza di drammatizzazione con pazienti cronici, si forma, come attore e regista, frequentando laboratori di recitazione su Grotowski, Stanislavskij, Living Theatre, diretti da Carlos Riboty, Gary Brackett, Julian Vargas, Grant McDaniel, Yuri Kordonsky, Stefania De Santis, Francesca Della Monica e Dario Fo. È stato diretto, tra gli altri, da Carlo Cecchi (del quale è stato anche assistente alla regia) in Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, in Tartufo di Molière e ne La dodicesima notte di William Shakespeare. Per la regia di Paolo Graziosi ha recitato ne La lezione di Eugène Ionesco, ne Il Teatrante di Thomas Bernhard e ne L’altro Anfitrione da Plauto, una variazione sul mito, di Rino Marino, in tournée per tre stagioni, nel circuito dei Teatri di pietra. Per la regia di Mario Martone ha recitato ne La serata a Colono di Elsa Morante, con le musiche di Nicola Piovani. Con Fabrizio Ferracane ha fondato la compagnia Marino-Ferracane, con cui ha già messo in scena la trilogia: Ferrovecchio (Premio della giuria popolare CTE e menzione speciale della critica al Premio Dante Cappelletti 2010), Orapronobis (Selezionato al Premio Rete Critica 2014) e La malafesta. Dirige la compagnia teatrale Sukakaifa, composta da pazienti con disagio psichico, con cui ha messo in scena La giara e La sagra del signore della nave di Pirandello, spettacoli vincitori della I e della II edizione della Biennale del teatro. impegnato nel disagio psichico di Massa e Carrara ed ha girato due film, curandone soggetto, sceneggiatura e regia: Liturgia dei miserabili e Il viaggio di Malombra, con il sostegno della Film Commission Regione Sicilia e la partecipazione straordinaria di Luigi Maria Burruano. Ha scritto interpretato e diretto numerose pièce sul tema della follia e suoi testi figurano in diverse antologie. Per il teatro ha pubblicato nel 2008 la raccolta di testi dal titolo Contravveleno per i tipi di Navarra e nel 2020 Tetralogia del dissenno, a cura di Vincenza Di Vita, con la prefazione di Luigi Lo Cascio e un contributo di Giusi Arimatea per Editoria & Spettacolo. Il suo testo Lunario è stato inserito in uno studio sulle riscritture del Don Chisciotte di rilevanza internazionale, ed è presente tra i lavori citati dalla biblioteca digitale Qtheatre e sulla rivista scientifica internazionale Artifara.