CONTRORDINE

di Rino Marino

PERSONAGGI

PRIMO AGUZZINO

SECONDO AGUZZINO

PRIGIONIERO

Una stanzaccia dalle pareti scrostate, in una sorta di penitenziario. Una porta metallica  e una finestra con sbarre. Una misera scrivania, con una vecchia macchina da scrivere, qualche foglio sparso, un fornellino elettrico con una caffettiera, due tazzine da caffè e un bicchiere capovolto.

Gli aguzzini indossano giacche militari. Il prigioniero,  in maniche di camicia.

Il secondo aguzzino, arrampicato su una scala a forbice è intento a riparare un filo elettrico inchiodato lungo la parete. Il prigioniero è abbandonato su una sedia di ferro, le mani legate dietro la schiena, con una grossa lampada spenta puntata contro il viso. Il primo aguzzino guarda oltre le sbarre della finestra con un binocolo.

PRIMO AGUZZINO  (Posato il binocolo e avvicinatosi al prigioniero, alludendo al secondo aguzzino) E’ solo questione di tempo. Ha risolto situazioni ben più   critiche. Quando si tratta di corrente, basta che ci metta le mani lui e torna tutto a posto. Doveva fare l’elettricista. Avrebbe fatto soldi a palate, senza sporcarsi le mani con una merda come te… con tutte le merde come te, che infestano questo mondo infame. (Pausa. Prende un sorso di caffè) Non deve averne per molto. Ancora qualche minuto e individuerà il guasto.

(Al secondo aguzzino) A che punto sei?… Ehi, ti ho chiesto se  sei a buon punto… (Il secondo aguzzino continua ad ignorarlo. Al prigioniero) Non risponde. Quando non risponde vuol dire che è a buon punto… Ancora un po’ e ricomincia la festa… Sei contento, pezzo di merda? Sarà tutto pronto, prima che arrivi lui  (Indica la porta)… Quello è un tipo che non scherza, saprà come farti divertire.

(Pausa. Al secondo aguzzino) Dovevi fare l’elettricista…ti ci è voluto un attimo a capire. Non è stato un cortocircuito? (Il secondo aguzzino non risponde) E’ stato o no un cortocircuito? (Il secondo aguzzino fa cenno di no) E che è stato?

SECONDO AGUZZINO  Il filo.

PRIMO AGUZZINO  Il filo.

SECONDO AGUZZINO  E’ interrotto.

PRIMO AGUZZINO   Sorci. Si rosicano pure il filo della corrente. Ce ne fosse uno che  rimanga fulminato. (Beve del caffè) E’ pieno di sorci qui.

SECONDO AGUZZINO  Vengono su dalle fogne.

PRIMO AGUZZINO Attraverso il tombino del cesso. Bisognerà prendere provvedimenti.

SECONDO AGUZZINO  Non è compito nostro.

PRIMO AGUZZINO  Non può essere compito nostro sterminare i sorci.

SECONDO AGUZZINO  Siamo addetti ad altro noi.

PRIMO AGUZZINO  Altri sorci.

PRIMO AGUZZINO  Altre forme di sterminio… Bisogna trovare un rimedio.

SECONDO AGUZZINO  Spetta a loro.

PRIMO AGUZZINO  Non possiamo pensare a procurarci le esche.

SECONDO AGUZZINO  Non è compito nostro.

PRIMO AGUZZINO  Veleni micidiali ci vogliono.

SECONDO AGUZZINO  Esche topicide.

PRIMO AGUZZINO  Di ultima generazione… (Beve un altro sorso) Ci sei?

SECONDO AGUZZINO  Il tempo di abboccare i monconi.

PRIMO AGUZZINO  (Al prigioniero)  Il tempo di abboccare, e si ricomincia.

(Al secondo aguzzino)  Vuoi che ti passi il caffè? (Il secondo aguzzino fa cenno di no) Deve essersi freddato… Lo vuoi?

SECONDO AGUZZINO  Ti ho detto di no.

PRIMO AGUZZINO  L’ho fatto pure per te. Lo berrai freddo, quando avrai finito. (Al prigioniero, alludendo al secondo aguzzino ) Lui beve caffè d’orzo… solo caffè d’orzo, ma qui passano questo, caffè di robusta, roba di scarto, acqua di dubbia provenienza, di serbatoio d’amianto, passata per condutture arrugginite, acqua contaminata,  che può andare bene per te, non per noi. Per te è anche troppo. Dovremmo farti morire di sete, come un cane rognoso quando seccano le pozzanghere. (Beve un sorso di caffè) Sa di ruggine. Lascia sempre in bocca un gustaccio di ruggine.

(Al secondo aguzzino) Bevine un sorso. (Gli avvicina la tazzina)

SECONDO AGUZZINO  Vai al diavolo. ( Facendogli cadere la tazzina con un calcio. Continua a lavorare)

      Il primo aguzzino si accosta al prigioniero e lo colpisce il prigioniero alla nuca.

PRIMO AGUZZINO   E’ quest’aria pesante che fa saltare i nervi… questa attesa protratta… le solite incombenze… (Al prigioniero) E’ colpa tua se siamo qui. Delle  fecce come te. Avremmo trovato altro da fare, noi.

(Al secondo aguzzino) Diglielo che avremmo fatto… (Il secondo aguzzino non risponde). Quando non risponde vuol dire che è d’accordo. Lui, l’elettricista, io  l’addetto al mattatoio. Una barca di soldi. Otto ore al giorno a scannare maiali, con la pausa per il rancio e le domenica libere. Altro che questa fogna,. senza orari né feste comandate.

In fondo si tratta comunque di scannare maiali, ma è l’organizzazione che non funziona. Non funziona niente qui dentro, dai turni, al vitto, alla manutenzione… Funziona forse qualcosa qui? (Il secondo aguzzino non risponde) Bisogna che si mostrino i denti.

SECONDO AGUZZINO  La scala.

PRIMO AGUZZINO  Bisogna rientrare nei ranghi

.SECONDO AGUZZINO  Tienimi la scala.

PRIMO AGUZZINO  Hai finito?… Dovresti isolare il filo.

SECONDO AGUZZINO  Non c’è più nastro isolante.

PRIMO AGUZZINO  Non ce n’è mai stato.

SECONDO AGUZZINO  Cosa vuoi che isoli senza…

PRIMO AGUZZINO  Vieni giù.

SECONDO AGUZZINO  Tienimi la scala.

PRIMO AGUZZINO  Non c’è da stare tranquilli con un filo scoperto.

SECONDO AGUUZZINO  La scala.

PRIMO AGUZZINO  Qui si ignorano le norme di sicurezza.

SECONDO AGUZZINO  Reggimi questa maledetta scala.

PRIMO AGUZZINO  Le più elementari norme di sicurezza.

SECONDO AGUZZINO Togliti.

PRIMO AGUZZINO  Siamo tutti carne da macello, qui. (Colpisce il prigioniero)

SECONDO AGUZZINO  Togliti da sotto.

PRIMO AGUZZINO  Che vuoi fare?

SECONDO AGUZZINO  Salto giù.

PRIMO AGUZZINO Potresti cadere. Potresti ammazzarlo, se gli cadi addosso.

SECONDO AGUZZINO  Togliti di mezzo.

PRIMO AGUZZINO  Bisogna tenerlo in vita fino all’ultimo.

       Il secondo aguzzino scende con cautela due pioli, poi salta giù.

PRIMO AGUZZINO  L’hai sbagliato di poco. Qualche centimetro più in qua  e l’avresti preso in pieno. C’è mancato poco che non lo ammazzassi. Non avrebbe retto a un colpo del genere, ci sarebbe rimasto secco. Deve avere le ossa fragili, è denutrito. Non possiamo più rischiare. Se ci muore qui saranno guai per tutti. Puzza già da vivo… Non ci pensi a questo? Deve essere insopportabile convivere con una carogna.

(Al prigioniero) Te la sei fatta franca anche stavolta.

(Al secondo aguzzino) Meglio per tutti. Ci mancava solo che crepasse qui. Chissà quando sarebbero venuti a riprenderselo. Non funziona niente qui. Bisogna stringere i pugni una buona volta, farsi sentire…

SECONDO AGUZZINO  Piantala.

PRIMO AGUZZINO  Bisogna mettere le cose in chiaro una volta per tutte.

SECONDO AGUZZINO  Bisogna che ti stia zitto.

PRIMO AGUZZINO  Non mi resta che parlare.

SECONDO AGUZZINO  Falla finita.

PRIMO AGUZZINO  Non ci resta altro in questa cloaca. E contare le mosche. 

     Il secondo aguzzino colpisce al volto il prigioniero.

PRIMO AGUZZINO  E’ quest’aria pesante, irrespirabile, questo puzzo di nafta che manda in bestia.

 (Il secondo aguzzino prende una bottiglia d’acqua)

Devono esserci taniche dappertutto qui fuori.

PRIMO AGUZZINO Basterebbe appiccare il fuoco per levarsi d’imbarazzo, per non lasciare tracce.

      Il secondo aguzzino beve.

SECONDO AGUZZINO  (Sputando schifato, senza ingurgitare) Merda.

PRIMO AGUZZINO  Come ingoiare un chiodo arrugginito. Si rifiuta di berla perfino un porco come lui.  Finirà per morire disidratato.

SECONDO AGUZZINO  Bisogna darne comunicazione.

PRIMO AGUZZINO Bisogna informare quello lì (Indica la porta) delle possibili conseguenze, del regime insostenibile. Il vitto è disgustoso, latte di carne andate a male, conserve fermentate, roba dozzinale.

SECONDO AGUZZINO Escrementi in scatola.

PRIMO AGUZZINO  (Acciuffando una mosca al volo)  L’ho presa. Era un po’ che non ne agguantavo una. Doveva essere intontita…Quest’aria irrespirabile… Pure le mosche cominciano a perdere la bussola. (Va verso la scrivania con la mosca stretta nel pugno).

SECONDO AGUZZINO  Accendi. (Il primo aguzzino, ignorandolo, va verso la scrivania)  Accendi la lampada.

PRIMO AGUZZINO  (Guardando dentro il bicchiere capovolto) E’ ancora viva, quell’altra.  S’è capovolta… muove ancora le zampe. Sono giorni che è qui… Non può averne  per molto. (Parlando alla mosca che stringe nel pugno) Peggio per te… Non deve essere bello convivere con una carogna. (Alza il bicchiere, vi fa entrare la mosca).

SECONDO AGUZZINO  Vuoi accenderla o no quella lampada?

PRIMO AGUZZINO  Abbiamo aspettato pure troppo. Giusto il tempo di fargli riordinare le idee… (Al prigioniero) Si ricomincia…Siamo solo ai preliminari, al resto ci penserà quello lì, (Indica verso la porta) quando sarà arrivato. (Scrutando il prigioniero) Diventa ogni giorno più brutto, più emaciato. Una pessima cera. Una orribile faccia da consunto, da far venire la nausea alle mosche. Gli si vanno seccando gli occhi… la bocca è un buco di culo… (Al secondo aguzzino) No? Che ne dici di questi occhi?

SECONDO AGUZZINO  Gli si vanno seccando.

PRIMO AGUZZINO  E la bocca?

SECONDO AGUZZINO  Un buco di culo.

PRIMO AGUZZINO  Non ho mai visto due occhi così… una fessura tanto sconcia per bocca… Si ricomincia.  (Preme l’interruttore della lampada che non si accende) Niente. Non si accende.

SECONDO AGUZZINO  Hai pigiato l’interruttore?

PRIMO AGUZZINO  L’ho pigiato. Hai riparato il filo?

SECONDO AGUZZINO  L’ho riparato.

PRIMO AGUZZINO  Senza nastro isolante.

SECONDO AGUZZINO  Senza.

PRIMO AGUZZINO  Era indispensabile.

SECONDO AGUZZINO  Cristodiddio!

PRIMO AGUZZINO  Bestemmi?

SECONDO  AGUZZINO  Che altro ci resta?

  Il secondo aguzzino va a guardare oltre le sbarre con il binocolo

PRIMO AGUZZINO  Che vedi?

SECONDO AGUZZINO  Quel che si è sempre veduto da qui.

   Porge il binocolo al primo aguzzino che guarda.

SECONDO AGUZZINO  Niente di nuovo all’orizzonte.

PRIMO AGUZZINO  Tabula rasa.

  Passa un foglio sotto sotto la porta

PRIMO AGUZZINO  Il dispaccio. Il solito foglio.

SECONDO AGUZZINO  Al solito orario.

PRIMO AGUZZINO  E’ lo stesso?

SECONDO AGUZZINO  Il dispaccio?

PRIMO AGUZZINO  L’orario.

SECONDO AGUZZINO  A giudicare dall’ombra della guardiola…

PRIMO AGUZZINO  E il foglio?

SECONDO AGUZZINO  Lo stesso. Stampa clandestina.

PRIMO AGUZZINO  In stato d’assedio…

SECONDO AGUZZINO  In regime di coprifuoco…

PRIMO AGUZZINO  Leggilo.

SECONDO AGUZZINO  Non ve n’è ragione. L’ho letto ieri.

PRIMO AGUZZINO  Ieri l’ho letto io.

SECONDO AGUZZINO  L’ho letto l’altro ieri.

PRIMO AGUZZINO  Dunque tocca a te.

SECONDO AGUZZINO  Lo leggerò domani e posdomani.

PRIMO AGUZZINO  Non vi è ragione.

SECONDO AGUZZINO  E’ sempre uguale.

PRIMO AGUZZINO  Ordini superiori.

SECONDO AGUZZINO  Che dice?

PRIMO AGUZZINO  (Senza leggerlo) Di preparare il prigioniero.

SECONDO AGUZZINO  Come ogni giorno.

PRIMO AGUZZINO  Che è questione di poco.

SECONDO AGUZZINO  Di predisporre all’interrogatorio.

PRIMO AGUZZINO  Solite disposizioni.

SECONDO AGUZZINO  Fino al contrordine.

    Pausa

PRIMO AGUZZINO  (Scrutando la mosca sotto il bicchiere) Muove ancora le zampe.

SECONDO AGUZZINO  Le ali?

PRIMO AGUZZINO  Immobili.

SECONDO AGUZZINO  Gliele hai staccate?

PRIMO AGUZZINO  Non ancora.

 SECONDO AGUZZINO  Non deve averne per molto.

PRIMO AGUZZINO  Sarà stecchita quando lui sarà arrivato.

SECONDO AGUZZINO  (Guardando verso la porta) Dovrebbe essere l’ora.

PRIMO AGUZZINO  A giudicare dall’ombra dei piantoni.

SECONDO AGUZZINO  Bisogna far sparire il bicchiere, prima che arrivi.

PRIMO AGUZZINO  Come ieri.

SECONDO AGUZZINO  Come tutti i santi giorni.

PRIMO AGUZZINO  Non vuole trovarci a giocare con le mosche.

SECONDO AGUZZINO  Il dispaccio.

PRIMO AGUZZINO  E’ tutto indicato.

SECONDO AGUZZINO  Ordini inderogabili.

PRIMO AGUZZINO  Bisogna scrivere il verbale.

SECONDO AGUZZINO  E’ uguale a quello del giorno avanti .

PRIMO AGUZZINO  Da sempre.

SECONDO AGUZZINO  Non una riga in più.

PRIMO AGUZZINO  Né una in meno.

SECONDO AGUZZINO  Ricopiare.

PRIMO AGUZZINO  E aggiornare la data.

SECONDO AGUZZINO  Come ogni giorno.

PRIMO AGUZZINO  Firmare e controfirmare.

SECONDO AGUZZINO  In duplice copia.

PRIMO AGUZZINO  Come da regolamento.

SECONDO AGUZZINO  E consegnare al piantone.

PRIMO AGUZZINO  Per presa visione.

SECONDO AGUZZINO  Essepiemme.

PRIMO AGUZZINO  Una copia per l’archivio.

SECONDO AGUZZINO  Una per il macero.

PRIMO AGUZZINO  Quattro faldoni di verbali identici.

SECONDO AGUZZINO  Come usciti dalla carta da ricalco.

     Pausa.

PRIMO AGUZZINO  (Indicando il prigioniero) Ora dovresti dargli un pugno.

SECONDO AGUZZINO  Vada a farsi fottere.

PRIMO AGUZZINO  E’ la prassi… Gli hai sempre dato un pugno a questo punto.

SECONDO AGUZZINO  Non oggi.

PRIMO AGUZZINO  E lui s’accascia col naso rotto.

SECONDO AGUZZINO  Non oggi.

PRIMO AGUZZINO  Tocca dargli un pugno, da regolamento.

SECONDO AGUZZINO  Non ora.

PRIMO AGUZZINO  E’ inderogabile.

SECONDO AGUZZINO  Cristo!

                 Sferra un pugno in faccia al primo aguzzino

PRIMO AGUZZINO  (Portandosi le mani al viso, crolla a sedere) Quest’aria pesante. Questo puzzo che prende alla gola.

       Buio

SECONDO AGUZZINO  Merda!

                       Il secondo aguzzino accende un lume a petrolio.

PRIMO AGUZZINO  Mi hai rotto il naso.

SECONDO AGUZZINO  Alzati!

PRIMO AGUZZINO  Me l’hai rotto.

SECONDO AGUZZINO  Come da regolamento.

PRIMO AGUZZINO  Dovevi romperlo a lui.

SECONDO AGUZZINO   Oramai è fatta.

PRIMO AGUZZINO  Bisogna metterlo a verbale.

SECONDO AGUZZINO  Bisogna.

PRIMO AGUZZINO  E’ ingiustificabile.

SECONDO AGUZZINO  Dirai che sei caduto dalla scala.

PRIMO AGUZZINO  Non è credibile, sei tu l’addetto alla scala.

SECONDO AGUZZINO  Dirai…

PRIMO AGUZZINO  Dirò?

SECONDO AGUZZINO  Che ti sono caduto addosso. (Sale sulla scala)

PRIMO AGUZZINO  Che fai?

SECONDO AGUZZINO  Vado su.

PRIMO AGUZZINO  Per cadermi addosso?

SECONDO AGUZZINO  Per riparare il guasto. (Accomoda il filo elettrico)

PRIMO AGUZZINO  (Accendendo la luce) Cortocircuito?

SECONDO AGUZZINO  Sorci.

  Si sente un rumore di passi oltre la porta. Il secondo aguzzino scende giù rapidamente

PRIMO AGUZZINO  Deve essere lui.

SECONDO AGUZZINO  Come ogni sera.

PRIMO AGUZZINO  Alla stessa ora.

SECONDO AGUZZINO  Che ora è?

PRIMO AGUZZINO  La stessa. A giudicare dall’ombra dei piantoni.

SECONDO AGUZZINO  Montano e smontano.

PRIMO AGUZZINO  Dall’alba al tramonto.

SECONDO AGUZZINO  Dal tramonto all’alba.

PRIMO AGUZZINO  Senza darsi il cambio.

SECONDO AGUZZINO  La smonta termina prima di incominciare.

PRIMO AGUZZINO  Il tempo di uno sbadiglio.

    Origlia attraverso la porta ferrata

Deve essere lui… Lo scalpiccio sull’ammattonato. Il rumore di ferraglia. D’artiglieria.

SECONDO AGUZZINO  Il cicalino d’allerta.

PRIMO AGUZZINO  Ci siamo.

   Passa un altro foglio sotto la porta

SECONDO AGUZZINO  Il contrordine.

PRIMO AGUZZINO  Leggilo.

SECONDO AGUZZINO  Non vi è ragione.

PRIMO AGUZZINO  Leggilo.

SECONDO AGUZZINO  Lo stesso di ieri.

PRIMO AGUZZINO  Di sempre.

SECONDO AGUZZINO  Leggilo tu.

PRIMO AGUZZINO Lo leggerò domani.

SECONDO AGUZZINO  Domani ci sarà il nuovo da leggere.

PRIMO AGUZZINO  Domani l’altro.

SECONDO AGUZZINO  Ce ne sarà ancora uno.

PRIMO AGUZZINO  Identico al vecchio.

SECONDO AGUZZINO  A tutti i precedenti.

PRIMO AGUZZINO  Contrordine. Che differisce l’interrogatorio.

SECONDO AGUZZINO  A orario da destinare.

PRIMO AGUZZINO  Salvo nuove disposizioni.

SECONDO AGUZZINO  Fino a nuovo contrordine.   

PRIMO AGUZZINO  Finché morte non sopravvenga.

           Il primo aguzzino torna a controllare il bicchier

PRIMO AGUZZINO  Muove appena una zampa.

SECONDO AGUZZINO  Non deve averne per molto.

PRIMO AGUZZINO  Accoppala prima che arrivi.

SECONDO AGUZZINO  C’è tempo.

PRIMO AGUZZINO  Finiscila.

SECONDO AGUZZINO  Bisogna protrarne l’agonia.

       Si dirigono entrambi alla finestra, il secondo aguzzino guarda col binocolo

PRIMO AGUZZINO  Che vedi?

SECONDO AGUZZINO  Quel che s’è visto ieri.

PRIMO AGUZZINO  Grigio.

SECONDO AGUZZINO  Senza un grumo, un’increspatura.

PRIMO AGUZZINO  Grigio. Liscio come l’olio.

     Il secondo aguzzino porge il binocolo al primo, che guarda oltre le sbarre

SECONDO AGUZZINO  Che vedi?

PRIMO AGUZZINO  Quel che hai visto tu.  Quel che abbiamo sempre visto.

SECONDO AGUZZINO  Grigio.

PRIMO AGUZZINO  Cemento.

SECONDO  AGUZZINO  A che ci serve il binocolo, per guardare il muro a una spanna?

PRIMO AGUZZINO  A immaginare.

SECONDO AGUZZINO  Cosa?

PRIMO AGUZZINO  Altro niente, altro grigio.

     Pausa)

Oltre la grata è il muro. Spesso, sterminato, come se tutto il cemento della terra vi fosse dentro a  gravarci sugli occhi.

SECONDO AGUZZINO  Tutto il grigio del mondo.

PRIMO AGUZZINO  Finirà un giorno. Come tutte le cose che finiscono.

SECONDO AGUZZINO  Non può finire.

PRIMO AGUZZINO   Che hai detto?

SECONDO AGUZZINO  Quel che ci diciamo da sempre.

PRIMO AGUZZINO  Bisogna disabituarsi alle parole.

SECONDO AGUZZINO  Bisogna abituarsi al silenzio.

    Il prigioniero sobbalza appena

PRIMO AGUZZINO  S’è mosso.

SECONDO AGUZZINO  Si muove sempre, a quest’ora.

PRIMO AGUZZINO  Ruota prima la testa, poi tutto il tronco, verso destra.

SECONDO AGUZZINO  Poi s’arresta inebetito fino al prossimo schiaffo.

PRIMO AGUZZINO  Glielo darai anche stasera.

SECONDO AGUZZINO  Come da regolamento.

PRIMO AGUZZINO  Un manrovescio, con tutti i sacramenti.

SECONDO AGUZZINO  Ieri deve essergli caduto un dente.

PRIMO AGUZZINO  Ieri l’altro  una ciocca di capelli. Deve essere ancora qui sul pavimento.

SECONDO AGUZZINO  L’hanno portato via quelli delle pulizie.

PRIMO AGUZZINO  Il dente.

SECONDO AGUZZINO  E i capelli.

PRIMO AGUZZINO  Se lo portano via a pezzetti.

   Il secondo aguzzino dà uno schiaffo al prigioniero

PRIMO AGUZZINO  Cosa gli è caduto adesso?

SECONDO AGUZZINO  Niente.

PRIMO AGUZZINO  Neppure un capello?

SECONDO AGUZZINO  Neppure.

PRIMO AGUZZINO  Un occhio. Gli è caduto un occhio.

SECONDO AGUZZINO  Macché!

PRIMO AGUZZINO  Gli è sceso di qualche millimetro.

SECONDO AGUZZINO  E’ sempre stato così, strabico.

PRIMO AGUZZINO  Uno strabismo disgustoso.

    Il prigioniero emette un flebile rantolo

SECONDO AGUZZINO  Non ha fatto un verso?

PRIMO AGUZZINO  Lo ha fatto.

SECONDO AGUZZINO  Un grugnito.

PRIMO AGUZZINO  Fa sempre un grugnito dopo lo schiaffo.

SECONDO AGUZZINO  Che vorrà dire?

PRIMO AGUZZINO  Che vuol firmare il verbale. La deposizione.

SECONDO AGUZZINO  Se non ha confessato niente…

PRIMO AGUZZINO  Firmerà in bianco.

SECONDO AGUZZINO  Non sa firmare.

PRIMO SGUZZINO  Una croce in calce a un foglio bianco.

SECONDO AGUZZINO  La stessa croce di ieri.

PRIMO AGUZZINO  Di sempre. Sottoscrivi quel che ha firmato?

SECONDO AGUZZINO  Che dice?

PRIMO AGUZZINO  Non dice.

SECONDO AGUZZINO  Sottoscrivo.

      Si sente improvvisamente un cicalino, la luce si abbassa, i due aguzzini scattano sull’attenti, poi il secondo va verso la scala, mentre il primo slega i polsi del prigioniero (che si alza, sull’attenti), si sfila la giacca militare, la fa indossare al prigioniero che lo spinge, strattonandolo, sulla sedia e gli lega le mani dietro la schiena.

Il secondo aguzzino rimane immobile, nella stessa posizione iniziale del primo prigioniero.

PRIGIONIERO  (Al primo aguzzino)  Sorci?

PRIMO AGUZZINO  Cortocircuito.

       Il secondo aguzzino aggrotta appena la fronte

PRIGIONIERO ( Quasi rispondendogli ) Fino al contrordine!

PRIMO AGUZZINO  Che vuole?

PRIGIONIERO  Vuol sapere quando finirà tutto questo.

PRIMO AGUZZINO  Ha inarcato il sopracciglio.

PRIGIONIERO Vuol sapere sempre quando finirà, quando inarca il sopracciglio.

        La luce inizia a scemare, fino al buio.